Un altro hub in un territorio costituito da 70mila abitanti ci vorrebbe soprattutto per velocizzare i tempi come desidera anche il nuovo governo Draghi. C’è sempre tempo per realizzarlo...

E’ l’ennesimo schiaffo per una città, Caivano, che non riesce proprio a stare al passo, nemmeno coi comuni vicini.

Infatti dopo il 12 febbraio, giorno di inaugurazione del punto vaccinale di Cardito nell’Istituto “Galilei-Marco Polo”, ci avevano assicurato che anche a Caivano sarebbe stato costituito un hub per somministrare i vaccini.
Purtroppo abbiamo scoperto circa venti giorni fa che nella palestra dell’Istituto “Cilea-Mameli”, indicata dal sindaco e dall’assessore al ramo Pierina Ariemma, non stavano facendo alcun lavoro per allestire il punto vaccinale.
La stessa assessora Ariemma ha infatti precisato che purtroppo al momento non ce ne saranno di centri a Caivano, cosa che invece sarebbe opportuna, anche perché la nostra città è capofila del distretto sanitario dove ci sono da vaccinare ben 70 mila abitanti e quindi si ridurrebbero notevolmente i tempi.
Il punto non è recarsi nella confinante Cardito, quanto il fatto che questa promessa non è stata mantenuta e l’amministrazione guidata da Enzo Falco non ha fatto certo una bella figura.
Del resto l’opposizione l’aveva detto già all’inizio (il 12 febbraio ndr) che Caivano non era compresa nel punto vaccinale, questo non significava che non ci sarebbe potuta rientrare dopo, come promise il sindaco Falco.
C’è da dire che un altro consigliere d’opposizione Gaetano Ponticelli, presidente del consiglio di circolo della scuola, contestò anche l’ubicazione nell’Istituto “Cilea-Mameli” perchè allora l’edfiicio era frequentato dagli alunni e quindi si sarebbe potuto creare qualche assembramento pericoloso. Ma il punto adesso è questo: verrà il punto vaccinale a Caivano che servirà a decongestionare Cardito? Visto che in quello di Cardito negli ultimi giorni quotidianamente ci sono assembramenti, dove gli over 70 devono aspettare anche 4 ore per fare un vaccino.