1. L’emergenza criminalità è diventata un priorità a Caivano e lo Stato, in tutte le sue articolazioni, se n’è reso conto con ritardo dopo una escalation di episodi molto gravi che hanno portato la nostra città per l’ennesima volta agli “onori” della cronaca nera nazionale. Le Istituzioni nazionali, vista la mancanza totale di credibilità della classe politica che governa la città, hanno individuato in Don Patriciello, che da tempo conduce una battaglia di legalità, un riferimento da cui partire con diverse azioni tese alla prevenzione ed alla repressione dei fenomeni criminali.
Ad esempio l’istituzione di una compagnia dei Carabinieri sul nostro territorio è il frutto di quella battaglia e nessun altro può intestarsi questo merito, al netto delle speculazioni e del famoso carro dei vincitori sempre pieno. Per quanto mi riguarda, senza vanità, già in campagna elettorale sostenevo la necessità per la nostra città che venisse istituita una compagnia dei Carabinieri o che fosse resa effettiva la dotazione organica della tenenza dei Carabinieri; in aggiunta, ritenevo e ritengo importante la creazione di un posto fisso di Polizia di Stato, sul modello di Casapesenna. Sul punto, invece, apprendo con amarezza e stupore il cambiamento di posizione del Sindaco, che solo ora, con notevole ritardo, si accorge della necessità di dispiegare un’azione repressiva più incisiva contro il fenomeno della criminalità locale, mentre finora ha sempre sostenuto che i problemi fossero ben altri.
Egli ha fatto sì, qualche mese fa, una richiesta di istituzione di una compagnia dei Carabinieri sul territorio ma si è trattato di un atto puramente d’ufficio, notarile, per assecondare il tentativo velleitario di qualche partito della sua coalizione, che ha prodotto timidi approcci al tema. Il trionfalismo odierno esibito dal Sindaco è ipocrita e ingiustificato.
2. In relazione alla restituzione della quinta rata tari anno 2017 e di quanto pagato in più nell’anno 2018, occorre, da subito, fare un’operazione di pulizia morale: è indegno di un Paese civile trattenere soldi che i cittadini hanno pagato indebitamente al Comune! A oltre quattro anni di distanza da un pagamento accertato come indebito, una Amministrazione seria restituisce il maltolto ai cittadini e porge loro le scuse. Due sono le modalità del rimborso: o attraverso un pagamento una tantum o diminuendo in proporzione dell’indebito arricchimento la tassa relativa all’anno 2021.
È stato detto che i cittadini devono chiedere, cosa che molti di loro hanno fatto, la restituzione di quei soldi: questa è un’altra angheria di una Amministrazione nemica dei contribuenti onesti, che devono essere rimborsati per il semplice pagamento effettuato, in modo automatico, senza gravarli di ulteriori oneri. Perché ragionando diversamente, qualora davvero il Comune rimborsasse i cittadini solo su istanza di questi ultimi, si potrebbe avere la situazione paradossale di un cittadino che, non presentando domanda di rimborso in tempo, si vedrebbe prescritto il diritto al credito maturato nei confronti del Comune. Questa sarebbe una vera e propria inciviltà e un incitamento alla infedeltà fiscale dei cittadini; è un venire meno dell’Amministrazione al patto tra galantuomini che governa il rapporto tra governanti e governati!
Infine, a dimostrazione della buona fede dei contribuenti caivanesi, vorrei far riflettere gli amministratori sul fatto che i cittadini virtuosi, in seguito alle due sentenze che hanno sancito la irregolarità della tariffa per gli anni predetti, pur potendo denunciare per appropriazione indebita i responsabili di questo errore, hanno rinunciato preferendo un atteggiamento pacifico. Pertanto, far patire loro il danno dell’indebito esborso e la beffa finale del mancato rimborso o della prescrizione del diritto è cinismo puro, inciviltà.
3. Per finire trovo mistificanti le bugie del sindaco soprattutto sul PEF 2021, non avere la forza di dichiarare la verità sull’aumento della TARI 2021 è davvero deprimente e le risposte tentennanti – con il consueto scarica barile sulle passate amministrazioni – sono concreta dimostrazione di mala fede. Squallida e strumentale anche la campagna di comunicazione attutata sulla TARI a 0, che ha l’obiettivo di confondere l’opinione pubblica traendo un vantaggio politico, trasformando l’utilizzo dei bonus covid tesi a sterilizzare gli effetti dell’aumento ed esentare determinati redditi ISEE dal pagamento dell’imposta (scelta operata in tutti i comuni d’Italia) in un risultato politico strutturato dell’amministrazione Falco.
La verità è che nessun intervento di riduzione strutturato dei costi della TARI è stato operato da Enzo Falco anzi semmai con il PEF 2021 i costi sono aumentati, e quindi quando finiranno i bonus da covid i contribuenti si troveranno a pagare sempre di più per il medesimo servizio erogato. A peggiorare la situazione nell’ultimo consiglio comunale sono venute fuori le prime risultanze del nuovo piano industriale che se attuato determinerà maggiori costi sia di personale che di automezzi nell’intento ambizioso di raggiungere il 65% di raccolta differenziata, partendo dal 34% attuale. Un piano industriale irrealistico i cui maggiori costi graveranno tutti sulle tasche dei cittadini caivanesi, peggio del nuovo piano industriale resta solo la scellerata idea di costituire una IGICA 2.0 con l’acquisizione dell’attuale ditta Green line da parte del comune di Caivano.
Insomma una confusione senza fine, un disastro politico amministrativo da cui si esce solo con una nuova amministrazione, visti i limiti e l’incapacità dimostrata da quella di Enzo Falco, e con una nuova gara europea aperta trasparente che ripristini legalità in un settore delicata e che consenta al nostro Ente di andare sul mercato razionalizzando la spesa e migliorando i servizi erogati grazie ai meccanismi concorrenziali dati dal libero mercato. Quella delle gare per ogni affidamento era pure l’idea espressa nella prima conferenza stampa da candidato sindaco di Enzo Falco, salvo poi cambiare idea e procedere come sempre con proroghe, frazionamenti, affidamenti diretti e procedure senza un minimo di pianificazione programmatica.