CAIVANO - Stupro, dopo 24 ore di notizie rimbalzate in tutta Italia suscitando l’indignazione nazionale, sono usciti altri particolari dell’inchiesta della Procura di Napoli Nord, del Tribunale dei minori, delegata alla Compagnia dei Carabinieri locale, inchiesta blindatissima a causa delle delicatezza dell’argomento che vede protagonisti, fra vittime e carnefici, quasi tutti minorenni, e a cui hanno collaborato anche i vigili urbani di Caivano. Tutto sarebbe stato denunciato ad agosto da due ragazze, che avrebbero 11 e 13 anni, cugine fra loro, una sola delle quali residente nel Parco Verde, entrambe già allontanate dai rispettivi domicili e trasferite in case-famiglia per vari motivi, fra cui una relazione al vetriolo dei servizi sociali. Innanzitutto, precisiamo: non c’è stata nessuna misura cautelare verso un 19enne per reati di natura sessuale, come ieri tutti i media italiani affermavano, ma gli indagati sarebbero in maggioranza minori e anche alcuni maggiorenni.
Il Mattino parla addirittura di quindici persone sottoposte ad indagini e ci sarebbero immagini e video degli stupri, ipotesi tutta da verificare. Il lavoro degli investigatori comunque si sta concentrando principalmente adesso sui cellulari delle ragazze abusate e degli indagati, da dove potrebbero uscire altre prove e altri abusi. Le violenze sarebbero avvenute fra giugno e luglio, varie volte e in più luoghi, tv e giornali hanno indicato l’ex centro sportivo abbandonato “Delphinia” del Parco Verde ma la notizia ci risulta destituita di ogni fondamento perchè gli orrori documentati sarebbero avvenuti in altri luoghi lasciati alla mercè di tutti, fra i quali un capannone ex base di spaccio. E il Parco Verde è stato indicato come il "colpevole di tutto": mai notizia più falsa, non tutti gli indagati né le vittime risiedono lì. Vorremmo ricordare che l'ultimo scandalo a Caivano accadde circa 10 anni fa, vittima una minore residente in città violentata da 9 ragazzi, alcuni figli della cosiddetta "Caivano Bene".