CAIVANO – La Boys Caivanese e le scuole calcio annunciano una petizione popolare per salvare lo stadio “Faraone”, l’unico impianto calcistico della città, destinato ormai a diventare una megavilla comunale. Un tentativo estremo. La notizia è uscita stamane tramite manifesti affissi in tutto il territorio. Manifesti non firmati che in un primo momento hanno fatto sorgere qualche dubbio. Il glorioso campo sportivo di Caivano, per decisione della ex giunta capeggiata da Enzo Falco, intento scritto nel programma elettorale presentato agli elettori e mantenuto, diventerà un luogo di pubblica fruibilità. L’ex amministrazione ha trovato oltre un milione di euro per farne un'area verde, per cui è stata già svolta la gara d’appalto e, nel frattempo che si è insediato il commissario prefettizio Gianfranco Tomao, quest’ultimo ha firmato pure il contratto con la ditta appaltatrice.

Il terreno su cui sorse il “Faraone” fu donato al Comune dall’omonima famiglia quasi 100 anni fa proprio per farne uno stadio (i documenti di questa donazione, che cambierebbero le carte in tavola, però non esistono o sono spariti), è stato al centro di diatribe, in quanto nel 2003 furono trovate delle armi, ritenute appartenenti ad un clan locale, poi nel 2008, quando fu fatta l’unica regolare gara d’appalto per la gestione, molti sportivi lo boicottarono e alcune minacce costrinsero la ditta che lo gestiva a lasciare. Da allora nessun politico ha posto la questione di riaprirlo tranne l’ultima amministrazione comunale che, però, ha optato per farne uno spazio sociale per i cittadini.

LA PETIZIONE E' FIRMABILE PRESSO LA SEDE DELLA BOYS CAIVANESE E DELLE SCUOLE CALCIO SPORTING CAIVANO E CALCIO SATELLITE


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