Il 24 maggio dello scorso anno ciò che era stato previsto si è avverato pochi giorni fa, a pochi giorni dal suo diciassettesimo compleanno. In questo lungo tunnel buio ho avuto sempre una luce: la certezza di avere la mia famiglia sempre accanto, a supportarci seppure con una parola o una preghiera insieme. Di questa grande famiglia sicuramente fa parte la Famiglia dell'ospedale Camilliano di Casoria che fin dal primo giorno ci ha teso la mano spalancandoci porte e regalandoci un sostegno non solo professionale ma anche e sopratutto affettivo. L'amore ricevuto è stato così forte da permettere a Mariafrancesca di sentirsi come a casa, curata e coccolata da tutti. Medici, infermieri e pazienti stessi hanno sempre avuto un sorriso e una carezza per lei, dandosi da fare fino all'ultimo istante, regalandole attimi di piccola felicità prima di lasciarci.
Desidero ringraziare con tutto il cuore che mi è rimasto il personale medico e sanitario dell'Ospedale Camilliano, in particolar modo il direttore sanitario Domenico Maglione che si è reso disponibile per qualunque desiderio di Mariafrancesca, permettendomi di godere dei suoi ultimi sorrisi. E il direttore generale Fratel Carlo Mangione che con grande umanità e rispetto ha trattato Mariafrancesca come una figlia e me come una sorella.
Quando parlo di famiglia intendo proprio questo: il direttore generale Mangione e il direttore sanitario Domenico Maglione si sono presi cura di Mariafrancesca oltre i ruoli prestabiliti, con affetto e dedizione le hanno permesso di vivere con serenità il tempo che le rimaneva. Standoci accanto più di un padre o un fratello, Mariafrancesca non si è mai sentita una paziente ma una di famiglia. L'hanno assistita oltre ogni limite e i miei ringraziamenti non saranno mai abbastanza per tutto ciò che hanno fatto.
La famiglia dell'ospedale Camilliano è stata il nostro porto sicuro e lì Mariafrancesca si sentiva sicura. Non voleva rientrare a casa nelle sue condizioni, voleva rimanere lì. Consapevole in cuor suo di ciò che le stava accadendo ha deciso lei stessa di restare in quella che reputava ormai una seconda casa. E di questo non posso che ringraziarvi uno ad uno.
Grazie per il coraggio che mi avete dato, grazie per averci aiutato nonostante tutto, grazie per non aver mai perso la speranza, grazie per il tempo che le avete dedicato, tanto breve quanto inteso.
Infinite grazie per il tempo che le avete regalato, attraverso la ricerca e il duro lavoro del primario oncologo Roberta Maria Pennacchio e degli oncologi Maria Di Lanno e Vittorio Riccio, senza nessun risparmio di cure anche a dispetto di chi non ha voluto agire, le avete donato diciassette mesi di vita, estremamente preziosa per noi. La disponibilità dell'oncologa Di Lanno non ha mai avuto orari nè limiti e allo stesso modo a lei vanno i miei più sentiti ringraziamenti.
Non dimenticherò mai l'amore ricevuto da voi tutti, mai scontato nè banale, e sono certa che anche Mariafrancesca da lassù, col suo sorriso, vi starà ringraziando.
Vi ringraziamo di cuore.