Hanno tentato di estorcere soldi a tutti: ben 36 gli episodi contestati nell'indagine svolta dai Carabinieri di Castello di Cisterna
CAIVANO - Per delega del Procuratore Distrettuale di Napoli, si comunica che i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione ad un provvedimento di applicazione di misura cautelare, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 14 indagati (di cui 13 sottoposti alla custodia in carcere, uno agli arresti domiciliari), di cui cinque già in carcere, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, oltre che di estorsione e tentata estorsione, delitti aggravati dal cosiddetti metodo mafioso. 36 le estorsioni contestate, praticamente a Caivano non esisteva attività che non subisse la "visita" degli uomini del clan.
In particolare, dalle attività investigative sarebbe emersa la perdurante operatività del sodalizio criminale “clan Angelino” (il boss Antonio, detto Tibiuccio, è fra i destinatari dell'ordinanza, ndr), egemone nel campo delle richieste estorsive in danno di imprenditori e commercianti in Caivano e territori limitrofi. Fra gli arrestati un vigile urbano del Comune di San Cipriano d'Aversa, il quale avrebbe preso in affitto l'abitazione di Castelvolturno dove a luglio scorso il boss Antonio Angelino fu arrestato proprio dagli uomini del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna dopo una latitanza di alcuni mesi.