Il Mosac: decidere rapidamente sul pacchetto sicurezza. Gli operatori di polizia non sono merce da sacrificare
AFRAGOLA - Il 27 Dicembre 2024 un uomo di 21 anni si presentava presso la stazione dell'Arma di Afragola e sfogò tutta la sua rabbia per un litigio familiare contro i Carabinieri. Lanciò sassi e pigne contro le finestre dell’edificio ed infine aggredì i militari all’atto dell’arresto per violenza e minaccia a pubblico ufficiale. E' stato condannato per direttissima a 4 mesi con pena sospesa e nessuna misura accessoria, ovvero è un uomo adesso completamente libero.
Protesta il sindacato Mosac carabinieri, tramite un comunicato ufficiale firmato dal comitato nazionale: "Tenera ed indulgente la sentenza nei confronti del 21enne incensurato. Quattro mesi pena sospesa e senza alcun misura cautelare l’esito del giudizio direttissimo; una condanna che demoralizza i Carabinieri per le numerose e necessarie attività di Polizia e soprattutto per il servizio di piantonamento sino al mattino seguente. Lo sconcertante gesto compiuto dal 21enne deve servire ad aprire un momento di riflessione per comprendere che servono pene più severe per prevenire e contrastare modelli comportamentali deviati”.
Aggiunge Gennaro De Falco: “questi episodi non devono terminare nei programmi televisivi, bisogna acquisire la consapevolezza che agli operatori di polizia servono strumenti e non considerare gli stessi operatori uno strumento funzionale a cercare consensi. Chiediamo pertanto di decidere rapidamente sul pacchetto sicurezza perché gli operatori di polizia non sono merce da sacrificare. Non ci stancheremo di far sentire la nostra voce a tutela della collettività e di tutti gli operatori della sicurezza costretti a lavorare in assenza di garanzie. Basta con le manifestazioni di vicinanza a seguito di aggressioni, le parti, tutte, devono considerare il “comparto sicurezza” come una risorsa e non un investimento".