di FRANCESCA FALCO
Commossa per la vasta eco suscitata da Caivano Press in ricordo del professor Giuseppe Crispino a trent’anni dalla sua scomparsa, ringrazio Caivano Press, il suo direttore Francesco Celiento e tanti amici, compagni, uomini di scuola, alunni, politici, che, pure a distanza di molti anni, hanno voluto portare la loro testimonianza di stima e di affetto all’amatissimo compagno della mia vita, che dedicò l’intera esistenza, oltre che alla famiglia, ad un sentito e sincero impegno umano, sociale, professionale, politico: fu infatti, oltre che marito e padre affettuoso, ma rigoroso ed intransigente, uomo di scuola e maestro di vita per intere generazioni di giovani; fu politico integerrimo, teso sempre agli interessi generali e non di parte, in difesa soprattutto dei deboli e degli emarginati.
Dopo il 1985, pur non essendo impegnato in prima persona in politica, non cessò di dare il suo contributo per il progresso umano, civile ed economico dell’Italia e di Caivano e alle amministrative 1994 divenne il garante del cartello elettorale che unì l’anima laica, socialista e cattolica e portò all’elezione del compianto professore Francesco Russo.
In un momento così triste per la nostra martoriata Caivano tutte le forze politiche facciano tesoro del messaggio da lui lanciato, pochi mesi prima della sua scomparsa, nel comizio di ringraziamento che seguì la vittoria del 1994, comizio che, con piacere, ho visto riproposto, proprio qualche giorno fa, sul suo profilo Facebook, da Angelo Giuliano. Con la lungimiranza che lo ha sempre contraddistinto, appellandosi a tutte “le forze sane, vive, sinceramente democratiche” egli le invita ad “essere in campo, perché Caivano possa recuperare una dimensione più vivibile”. In un momento così difficile per la nostra martoriata terra facciamo nostro il suo ultimo appello, che così recita: “Amici e compagni di ogni fede politica, è giunta l’ora di pensare la futuro, il passato è dietro le nostre spalle, con le luci (poche) e le ombre (molte). Alle nuove generazioni interessa il futuro: interessa ricostruire un tessuto sociale, interessa ridisegnare il destino della città, interessa partecipare alla rinascita dell’Italia e soprattutto di Caivano, perché risalga dal baratro in cui è caduta”.
Questo messaggio accorato, lanciato più di trenta anni fa, conserva, purtroppo, ancora oggi, la sua sconvolgente attualità.