CAIVANO - La vicenda mette in evidenza una frattura pubblica tra Adamo Guarino e il sindaco di Caivano, Antonio Angelino, in un momento molto delicato per la Boys Caivanese dopo la stagione culminata con la mancata promozione in Serie D nonostante abbia speso, si dice, intorno ai 700mila euro.
Secondo quanto riportato, Guarino avrebbe accusato il sindaco di “raccontare frottole” e di atteggiarsi da “bullo”, sostenendo implicitamente di essere stato lasciato solo sul piano economico nella gestione della società. Il nodo centrale sembra riguardare il sostegno finanziario al club: circola infatti la voce che il sindaco abbia indirizzato Guarino verso imprenditori locali dell’Asi per reperire fondi, senza però ottenere risultati concreti.
Il presidente avrebbe quindi sostenuto personalmente gran parte dei costi della stagione, con cifre molto elevate per una realtà dilettantistica. La replica del sindaco, sentito da Caivano Press, è stata netta: Angelino ha definito “inventato” quanto dichiarato da Guarino, prendendo le distanze dalla gestione societaria e ribadendo che il suo ruolo è amministrativo e non sportivo.
Dal punto di vista sportivo, la polemica preoccupa i tifosi gialloverdi soprattutto per il futuro del club. Quando un presidente investe pesantemente di tasca propria senza una rete di sostegno stabile, il rischio di disimpegno diventa concreto. Da qui le domande che circolano tra i sostenitori: Guarino continuerà il progetto in Serie D oppure potrebbe lasciare, con conseguenze anche sul titolo sportivo e sulla continuità societaria?
In piazze come Caivano, dove il calcio rappresenta anche identità e riscatto sociale, uno scontro istituzionale di questo tipo rischia di avere effetti che vanno oltre la semplice polemica politica.