di LUIGI SIRLETTI

I quartieri di edilizia popolare rappresentano un disagio sociale mai risolto, si manifesta un malessere sociale, appare chiaro che nelle grandi agglomerazioni popolari c'è qualcosa di strutturalmente disfunzionale. Il Comune di Caivano ospita tre quartieri di edilizia popolare, ovvero il Parco Verde costruito con la legge 219/81 e le IACP di via Atellana e di via Enrico De Nicola.
Le notizie di cronaca, evidenziano il degrado, l'illegalità che dilaga, nei complessi di edilizia popolare, dove l'assenza dello stato si nota dal degrado urbano, strutturale essendoci mancata manutenzione ordinaria, lasciano le famiglie vivere in alloggi pessimi dovuti anche per la scarsa qualità di costruzione.
Le istituzioni locali nel tempo hanno dimostrato di non saper gestire il tutto, avendo difficoltà nel riscuotere i canoni, e nel rispettare la manutenzione e i servizi essenziali, ma viene a mancare anche il rispetto dei cittadini delle istituzioni che non adempiono il proprio dovere pagando il dovuto, creando una catena di disagi e di problematiche e lo stesso vale per le IACP che vivono le stesse condizioni che si vicino nel Parco Verde, anche se gestiti da enti diversi, vivono nelle stesse condizioni del parco verde, tra alloggi decadenti nessuna organizzazione dei rifiuti e abbandono delle aree verdi pubbliche.
Le notizie di cronaca hanno messo in risalto il Parco Verde, etichettando gli abitanti dello stesso, come malfattori e criminali non dando peso alla maggioranza delle persone che vivono onestamente non solo nel Parco Verde ma è un problema di ogni periferia.
La legalità non va solo professata ma anche praticata, denunciare la mancata manutenzione, l'abbandono delle istituzioni non giustifica l'assenza dei cittadini nei propri doveri civili e morali. Le istituzioni di ogni grado deve intervenire e dare risposte celeri per contrastare l'illegalità e tracciare un percorso verso la legalità, tanto proclamata.


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