CAIVANO - Stasera venerdì 22 aprile si prevede un’infuocata riunione della maggioranza che sostiene il sindaco Enzo Falco. Una riunione già rinviata a causa di un partito che probabilmente non ha al suo interno ancora le idee chiare. D’altronde il tema è scottante: il futuro del servizio di nettezza urbana a Caivano; finora il primo cittadino, identicamente a Simone Monopoli e a Tonino Falco, ha continuato a concedere proroghe su proroghe ad una ditta che non ha neanche vinto nessuna gara d'appalto. Il 30 aprile scade un'altra proroga e, visti i tempi stretti, l'ennesima proroga è obbligata per non lasciare la spazzatura in strada.

Comunque i partiti sono dubbiosi e poco decisi, tranne qualcuno, il sindaco Falco vorrebbe fare l’Igica 2 ma in ogni caso ha demandato la scelta alla maggioranza e successivamente al consiglio comunale. Il problema è innanzitutto uno: continuare facendo la gara regolare, ovvero privatizzando il servizio, come avviene adesso, oppure acquistare a costo zero la società della prefettura Green Line e gestire in proprio il servizio.

Ovviamente sia l’una che l’altra ipotesi hanno pregi e difetti ma privatizzare il servizio comporta molti più rischi economici che rischiano di cadere sugli incolpevoli cittadini (vedi vicenda Igica) e quindi all’interno della maggioranza esiste una corrente di pensiero che desidera il servizio privato che, oltretutto, escluderebbe il Comune da molte responsabilità.

Inoltre, sulla privatizzazione del servizio esiste una nota dell’Ato 1 Rifiuti che rivendica di dover fare esso la gara d’appalto per Caivano, ma finora non avrebbe smosso nulla per farla e perciò il Comune è imbrigliato se segue questa scelta. E in tutto questo il piano industriale, redatto da un tecnico indicato dal sindaco Enzo Falco, prevede una raccolta differenziata che arrivi al 65% ma anche assunzioni, in un cantiere il cui problema principale per ogni ditta privata è l'eccessivo numero di persone... Un controsenso nonostante le indicazioni politiche dicessero di tagliare. Insomma, di carne a cuocere c'è ne è parecchia.


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