di CAROLINA BRUNACCINI

CAIVANO - Nella parrocchia di San Paolo Apostolo al Parco Verde di Caivano, ieri venerdì 22 aprile si è tenuto un incontro con il Presidente della commissione antimafia, il Senatore Nicola Morra, Don Maurizio Patriciello e Don Antonio Coluccia, definito "l'eroe" del quartiere San Basilio di Roma, altro sacerdote anticamorra sotto scorta.

Erano presenti anche i giornalisti Mimmo Rubio e Marilena Natale ed il comandante della Polizia Municipale di Arzano Biagio Chiariello, tutti vittime di intimidazioni da parte della camorra. Il dialogo si è aperto per avere un confronto tra la difficile realtà del Parco Verde e quella del quartiere San Basilio di Roma.

Nel confronto tra la periferia napoletana e quella della Capitale, sono emerse analogie importanti come lo spaccio di droga, l'estorsione, la presenza di giovani che si " arruolano" nell'esercito della malavita, perché non hanno alternative. Il Senatore Nicola Morra afferma: "il lavoro che si sta svolgendo, è un lavoro rivolto soprattutto agli stessi mafiosi, ai figli dei mafiosi, perché se pensiamo di risolvere il problema unicamente attraverso la repressione abbiamo completamente sbagliato. In una prospettiva più allargata Don Patriciello e Don Antonio rappresentano le " truppe ausiliari" degli insegnanti delle scuole, che nella loro missione spirituale affiancano la missione della scuola nell'educazione di questi ragazzi. La fiducia e la speranza, conclude, va alimentata con fatti concreti".

Don Patriciello desidera che nel confrontarsi con la comunità caivanese ciò che più emerge è il desiderio di vivere nella normalità. "sono stanco di parlare di legalità, io voglio parlare di normalità".

Don Antonio Coluccia, prete di San Basilio, difficile quartiere della Capitale, ha sottolineato l'importanza del lavoro da poter offrire a quanti non avendo alternative finiscono in strada nelle mani della malavita: "Lo Stato deve garantire a questi giovani un lavoro che dia loro dignità". Il giornalista Mimmo Rubio motiva la sua presenza a quest'incontro come segno di solidarietà a chi come lui vive la sua stessa condizione: "ci siamo incontrati per essere solidali tra di noi, siamo diventati fraternamente solidali perché viviamo la stessa situazione". Periferia Romana e periferia Caivanese a confronto, un lavoro costante di recupero e dedizione quello dei parroci, che operano in queste zone in sinergia con lo Stato.

"Noi Cristiani siamo condannati alla speranza" conclude Don Patriciello " dobbiamo continuare a sperare che le cose possano cambiare".


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