di FRANCA FALCO*

Ha suscitato molto scalpore l’iniziativa di “Azione studentesca”, associazione giovanile di Fratelli d’Italia, che ha rivolto agli studenti delle scuole di alcune città come Pordenone, Alba, Cuneo, Palermo un questionario per segnalare i professori di sinistra.

Queste le domande:

  • Hai uno o più professori di sinistra, che fanno propaganda durante le lezioni?
  • Descrivi uno dei casi più eclatanti.

Ci si chiede: si vogliono individuare, classificare, segnalare docenti sulla base delle loro idee?

Qual è l’autorità deputata a valutare la faziosità delle lezioni?

Naturalmente tale iniziativa ha provocato un acceso dibattito tra le forze politiche e sindacali: si è parlato di liste di proscrizione, di tentativi di intimidazione nei confronti dei docenti e di un clima di delazione tra studenti da una parte, e di un’azione di ragazzi, che chiedono semplicemente correttezza e neutralità in classe dall’altra.

Tralasciando ogni diatriba sia sindacale che politica, avendo io trascorso gran parte della mia vita nella scuola come docente, sento il dovere di intervenire e di esprimere il mio pensiero, facendo riferimento, prima di tutto, a norme di legge in materia:

L’articolo 33 della Costituzione così recita: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” nel decreto legislativo 297/1994- Testo unico dell’istruzione si legge: “Ai docenti è garantita libertà di insegnamento come autonomia didattica e libera espressione culturale, al fine di promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione di personalità degli alunni”.

Ho sempre pensato che al docente si richiedono competenze disciplinari, cioè buona conoscenza della materia di insegnamento per la trasmissione di contenuti culturali specifici, nonché capacità di organizzare esperienze di apprendimento, valide per tutti gli alunni.

Proprio qualche giorno fa sui social leggevo questa bella definizione sulla scuola: “La scuola ha senso se contribuisce ad incuriosire sul mondo e sul modo di farne parte”. Ho insegnato per un ventennio materie letterarie, tra cui era compresa la storia, che ritengo una disciplina fondamentale, perché gli eventi storici non sono importanti solo ai fini dell’assetto geopolitico, ma sono determinanti per lo sviluppo culturale, artistico, scientifico e danno un’impronta indelebile a tutta la vita di un popolo , di una nazione.

E pertanto ben detto: ”Historia magistra vitae”, perché, radicandosi nel passato, ci permette di programmare il presente e prevedere il futuro. Per tale motivo il docente dovrà suscitare la curiosità e l’emozione dei giovani, presentando la realtà del passato, sia positiva che negativa, sollecitare discussioni aperte, promuovere spirito critico, formare persone mature, responsabili, con capacità di giudizio.

E’ di sinistra quel docente, che, parlando delle attuali dittature, farà riferimento a quanto è avvenuto in Europa nella prima metà del 900, alla discriminazione delle leggi razziali, all’orrore dello sterminio, all’assassinio di Matteotti, all'eccidio di Marzabotto ed anche ai gulag staliniani?

E’ di sinistra quel docente che non tace degli orrori perpetrati contro i bambini di Gaza, fucilati mentre, affamati, cercano un po di cibo?

E’ di sinistra quel docente, che, parlando dello sviluppo della scienza, presenta Galileo, il pioniere del metodo scientifico moderno, come il martire della Santa Inquisizione? Costui vecchio e cieco, il 21 Giugno del 1633, per salvarsi dal rogo, dovette abiurare alla sua teoria, che già allora era scientificamente sostenuta dalle osservazioni con il telescopio, che fornivano prove fondamentali per il modello eliocentrico.

E’ appena il caso di ricordare che, solo dopo 360 anni dalla condanna, il 31 Ottobre del 1992, riconoscendo gli errori commessi dal tribunale ecclesiastico nel processo del 1633, papa Giovanni Paolo II ammise che i teologi dell’epoca non distinsero correttamente tra fede e scienza e si scusò pubblicamente per la condanna.

Non ho mai avuto tessere di partito, ma, se essere docente di sinistra significa aver contribuito ad allargare gli orizzonti culturali dei giovani, a formare individui con capacità di osservazione, analisi, spirito critico, teste pensanti e non sudditi obbedienti, ebbene anche io mi dichiaro e mi denuncio.

*DOCENTE DI SINISTRA

 


Newsletter

Resta aggiornato con la nostra newsletter

Politica