CAIVANO - Da lunedì 3 febbraio parte il senso unico a via Lanna e via Rosselli, che è solo un primo tassello del progetto già iniziato con Via Caputo e via Santa Barbara. La strada, che collega il Santuario di Campiglione a via Rosselli, sarà percorribile interamente solo in direzione della chiesa mariana; ciò vuol dire che coloro che vogliono andare sul Corso Umberto o su via Rosselli e provengono da via Fiore o via Campiglione, devono girare a via Clanio, strada adiacente alla chiesa, i primi prendere via Di Vittorio e proseguire per via De Gasperi, mentre i secondi via Donadio per scendere a via Rosselli. Intanto chi viene da via Rosselli (zona ex hotel Tricolore), invece, all’altezza di via Silvio Pellico deve girare a destra se vuole andare sul Corso Umberto (zona villa comunale), mentre coloro che vogliono andare verso Campiglione o sul corso Umberto zona centrale, conviene girare a sinistra a via Pascoli e proseguire per via De Gasperi. Ovviamente questi correttivi, voluti dalla polizia locale, guidata dal comandante Espedito Giglio, sono stati adottati per migliorare il traffico cittadino. All'incrocio di via De Gasperi e via Lanna, ad esempio, ci sarà sicuramente meno traffico.

La malavita ha approfittato anche dell'ecobonus 110% per riscuotere il pizzo

CAIVANO - Per delega del Procuratore Distrettuale di Napoli, si comunica che i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Casoria hanno eseguito una ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di quattro persone (di cui 3 sottoposte alla misura della custodia in carcere, una a quella degli arresti domiciliari) gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso nonché di estorsione, tentata estorsione, detenzione di armi e favoreggiamento aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare un gruppo camorristico operante sul territorio di Caivano e zone limitrofe. In particolare, gli indagati avrebbero richiesto il pagamento di somme di denaro a imprenditori e commercianti del luogo per consentire loro la prosecuzione delle rispettive attività.

"I rifiuti tossici mettono in pericolo la salute degli abitanti della Terra dei Fuochi". Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani di Bruxelles che ha condannato l'Italia perché lo "Stato non avrebbe fronteggiato come si deve il fenomeno dello sversamento illegale in Campania". Una brutta botta per i non pochi negazionisti, fra i quali anche qualche politico e giornalista locale, per i quali non c’era nessun nesso causa-effetto.

Ad intervenire è stato subito Don Maurizio Patriciello, che grazie alle sue denunce e dei comitati ha portato all’attenzione internazionale il brutto fenomeno: “Quante calunnie abbiamo dovuto subire; quante minacce; quante derisioni; quante offese; quante illazioni… I negazionisti, ignavi, collusi, corrotti, ci infangavano… Siamo andati avanti. Convinti. Vedevamo con i nostri occhi lo scempio delle nostre terre e delle nostre vite. Grazie a tutti i volontari… grazie ai medici per l’ambiente… grazie alle Chiese campane con i loro vescovi e i loro preti… grazie al quotidiano “ Avvenire”… Un ricordo commosso va ai nostri morti di cancro. Ai miei fratelli Giovanni e Francuccio. A mia cognata Giuseppina e a mio nipote Severino. Ai tanti, tanti bambini che il cancro ha dilaniato. Un ricordo particolare per il compianto magistrato Federico Bisceglia. A tutti voi che con noi avete lottato, sofferto, ingioiato lacrime e amarezze, un abbraccio grande quanto il sole”.

ECCO I PUNTI SALIENTI DELLA STORICA SENTENZA

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha riconosciuto gravi violazioni da parte dell'Italia nei ricorsi di 41 ricorrenti che ho depositato, con altri colleghi, nel lontano 2014.
Per oltre un decennio, le istituzioni non hanno adottato misure adeguate per proteggere la vita e la salute dei cittadini esposti all’inquinamento massivo nella "Terra dei Fuochi".
📌 Punti chiave della sentenza:
✅ L’Italia ha violato l’Art. 2 CEDU per non aver affrontato con la dovuta diligenza l’emergenza ambientale.
✅ La Corte impone misure strutturali e un monitoraggio indipendente entro due anni.
✅ Il riconoscimento di un rischio serio, attuale e imminente per la salute pubblica.
⚖️ Un risultato fondamentale per la tutela dei diritti umani e per il dovere dello Stato di garantire un ambiente salubre. Orgoglioso di aver contribuito a questa battaglia legale che restituisce dignità e giustizia ad un intero popolo! #Diritto #Ambiente #CEDU #Giustizia #terradeifuochi

avv. Ambrogio Vallo

MADDALONI – La Scuola di Commissariato dell'Esercito Italiano ha accolto l'onorevole Pasquale Penza, segretario della prima commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, per una visita istituzionale di grande rilevanza durante la quale sono state illustrate le principali attività formative e operative della Scuola, con particolare attenzione alla logistica e all'amministrazione, settori cruciali per il funzionamento dell'Esercito.

All'arrivo presso la Caserma "Magrone", Penza è stato ricevuto dal Comandante della Scuola di Commissariato, Brigadier Generale Sandro Corradi. Durante la visita, è stato possibile osservare da vicino il lavoro svolto dal personale della scuola, con approfondimenti sulle sfide quotidiane e le soluzioni innovative adottate nel campo del sostegno logistico.

Il parlamentare, in un momento di dialogo con il personale, ha sottolineato l'importanza della Scuola quale centro di eccellenza per la formazione del personale militare, evidenziando come l'istituto rappresenti un punto di riferimento fondamentale sia a livello nazionale che internazionale elogiando, inoltre, il lavoro svolto dal personale militare e civile, esprimendo parole di apprezzamento per l'impegno e la dedizione dimostrati nell'affrontare le sfide quotidiane.

La visita ha incluso una dimostrazione pratica delle tecnologie e dei mezzi utilizzati nel supporto logistico con una presentazione delle strutture campali e dei mezzi utilizzati dalla Scuola di Commissariato, sottolineando l'avanzamento tecnico e l'innovazione che caratterizzano il supporto logistico offerto dall'Istituto. Questo incontro ha rappresentato, ancora una volta, quanto sia prezioso il ruolo della Scuola di Commissariato, confermando la sua centralità nel panorama delle Forze Armate.

CARDITO - A Cardito ieri pomeriggio 28 gennaio, i Carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Caivano, guidati dal tenente Marco Capasso, hanno arrestato per rapina Emiliano Cirella (47 anni) e l’ucraina Halyna Lytvynska (45 anni). I due sono senza fissa dimora e già noti alle forze dell’ordine.
I carabinieri intervengono nel negozio di telefonia di via Donadio 3. Poco prima i due malviventi armati di una pistola con silenziatore sono entrati nel negozio e hanno costretto i dipendenti a non muoversi e a consegnargli denaro e la merce esposta. Qualcosa è andato storto e sono passati troppi minuti permettendo ai carabinieri di fare irruzione.
I militari entrano nel negozio e, con la preziosa collaborazione degli stessi dipendenti, i due rapinatori sono stati bloccati dopo una breve seppur rischiosa colluttazione. Sequestrata l’arma. Si tratta di una pistola a salve calibro 8 modello 92 fs modificata artigianalmente e quindi potenzialmente letale. La pistola aveva il colpo in canna. Gli arrestati sono in carcere in attesa di giudizio per direttissima.

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