CAIVANO - E’ passato un anno quasi dall’insediamento della giunta di centrosinistra guidata da Enzo Falco ma purtroppo certi vizi della politica non cambiano mai. I grandi appalti, in special modo la raccolta differenziata e non, lo smaltimento dei rifiuti, vengono ancora affidati, a costi che cadono tutti sui cittadini, a trattativa privata. Un appalto pubblico che ogni anno drena dalle casse comunali ben 8 milioni e mezzo di euro e che dovrebbe pure aumentare a stare sentire le ultime dichiarazioni in consiglio comunale.
E da dieci anni, tranne qualche gara informale di pochi mesi, che la gara europea per i rifiuti (quello che affida il servizio per cinque anni ed è il metodo più trasparente, ndr) è ferma al palo, si va di proroga in proroga, anche adesso, quelle proroghe tanto bacchettate da una vecchia ispezione anti-corruzione al Comune di Caivano. Ma ricordiamo la storia, il sindaco Tonino Falco (eletto nel 2010) bandì almeno tre volte la gara a livello europeo per poi revocarla puntualmente, anche qualche volta, non si sa perché, per motivi banali; il suo successore Simone Monopoli (eletto nel 2015) fu l’unico che quasi quasi stava riuscendo a completare la gara di cinque anni, mancò però in extremis la firma sul contratto del funzionario, che scelse lo stesso sindaco; quando Monopoli rimosse questo funzionario, i successivi responsabili di settore si rifiutarono anche loro di firmare il contratto, anche perché nel frattempo trapelò la notizia che quella gara dei rifiuti stava e sta ancora sott’inchiesta da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli per una presunta turbativa d’asta; poi giunsero i commissari straordinari i quali hanno amministrato per tre anni e dopo molte altre proroghe, annullarono la gara già espletata sotto l’amministrazione Monopoli con il pretesto che doveva essere il consiglio comunale e non la giunta comunale a dare l’indirizzo politico; infine, a settembre 2020, si è insediato il sindaco Falco, il quale si ritrovò addosso una proroga quasi scaduta e, giustamente, dovette rifarne un’altra ma chiarì, in una conferenza stampa di ottobre, che si trattava “solamente” di una proroga tecnica e che dunque nel 2021 il Comune sarebbe stato pronto per effettuare una gara europea.
Orbene, il sindaco attuale Enzo Falco come i commissari, ma a differenza dei suoi predecessori, non solo non ha mai bandito una gara europea, ma indovinate cosa ha fatto il 1° agosto? Ha firmato la seconda proroga della sua gestione di ben 9 mesi, sperando che basteranno, questa volta, per bandire una gara più trasparente oppure come ha detto il sindaco in consiglio comunale il Comune acquisirà la ditta per fare un'Igica 2, un'operazione che, dopo il primo flop, sarebbe veramente rischiosa per le casse dell'ente, perchè alla fine pagheranno sempre i cittadini.