"NON SI COMMISSARIA L'UNITÀ NAZIONALE": IL SINDACO DI CAIVANO PUNGE IL GOVERNO E FA APPELLO A MATTARELLA
I sindaci della Rete Recovery Sud, che presto ufficializzerà la sua costituzione in associazione, esprimono grande disappunto per le modalità con cui il governo, incurante del disagio delle nostre comunità, sta procedendo all'approvazione della riforma dell'autonomia differenziata. Le lettere inviate al Presidente della Repubblica da duecento primi cittadini, le prese di posizione delle Anci di Basilicata, Campania e Calabria nonché di molti sindaci pugliesi, siciliani e molisani, non sono bastate a smuovere la politica nazionale.
I dati estremamente preoccupanti sull'aumento dei divari tra Nord e Sud, sul rischio di un "collasso" del sistema meridionale che per l'Istat richiede interventi "urgenti", sulle migliaia di giovani e adolescenti costretti ogni anno a recarsi al Nord per curarsi: tutto questo per l'esecutivo viene dopo la svolta federalista che rischia di disgregare definitivamente la nostra Nazione.
Sollecitiamo un incontro in tempi brevi e chiediamo un'audizione alle Camere. Ci richiamiamo agli articoli 2, 3 e 5 della Costituzione, che prescrivono "l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale", la "pari dignità di tutti i cittadini" e la natura "indivisibile" della Repubblica. E in nome di questi torniamo a chiedere di essere ricevuti dal Capo dello Stato.
Siamo estremamente preoccupati per la mancata individuazione di risorse che finanzino i livelli essenziali delle prestazioni, che andrebbero definiti "livelli uniformi delle prestazioni" e accompagnati da un robusto intervento di riequilibrio della spesa pubblica che annulli le diseguaglianze. Altrimenti produrranno gli stessi risultati dei livelli essenziali di assistenza, che non hanno inciso significativamente sugli squilibri territoriali.
Siamo preoccupati per il destino a cui vanno incontro i nostri giovani che aspirano a un futuro dignitoso nella nostra terra e i nostri anziani e tutti i cittadini che rischiano di non avere accesso a cure adeguate e a servizi degni di un Paese civile.
Chiediamo al nostro presidente del Consiglio Giorgia Meloni di non approvare una riforma così divisiva che rischia di commissariare l'unità nazionale. Quella Repubblica Italiana alla quale noi sindaci abbiamo giurato fedeltà e per la quale molti cittadini, del Sud come del resto d'Italia, hanno dato la vita.
ENZO FALCO, sindaco di Caivano




