Oltre 700.000 adolescenti italiani in difficoltà psicologica: a Caivano parte un modello di intervento replicabile in tutta Italia  

COMUNICATO MINISTERO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

“Questa nuova iniziativa porterà sul territorio di Caivano un percorso di ascolto, prevenzione e sostegno educativo rivolto a studenti, familiari e istituzioni scolastiche. Si svilupperà nell’ambito di un’attività di analisi e valutazione del contesto giovanile in rapporto con le istituzioni, con la famiglia e la scuola. Sono stati anni di sostegno e di progetti volti a rimettere in piedi la comunità territoriale: l’impegno a favore delle nuove generazioni della città è stato costante, ora continuiamo a guardare al futuro einvestiamo su giovani e giovanissimi”, spiega il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, all’avvio dell’iniziativa promossa dal Dipartimento della funzione pubblica e attuata con il supporto del Moige, il Movimento italiano genitori. L’attività rientra nell'attuazione del progetto “Azioni di rafforzamento della capacità amministrativa del Comune di Caivano per il miglioramento del benessere sociale”.

Come rilevato dal Moige, i dati nazionali del 2025 fotografano una situazione allarmante: oltre 700.000 ragazzi italiani convivono con problemi di salute mentale. Ansia e depressione sono tra i più diffusi: i numeri mostrano che a soffrirne è il 49,4% dei ragazzi tra i 18 e i 25 anni. Il quadro è particolarmente critico per la fascia adolescenziale (Report OCSE - 2025).

Questa iniziativa, realizzata con il coinvolgimento del Moige, si concretizza nel contesto di Caivano: un territorio che negli ultimi anni ha vissuto forti criticità sociali ed educative, ma che oggi mostra segnali di cambiamento costanti e concreti, anche grazie al lavoro svolto dal Dipartimento negli ultimi due anni. Aggiunge il ministro Zangrillo: “Questo percorso rappresenta un'ulteriore spinta verso il rilancio di Caivano, attraverso la costruzione di una rete territoriale ancora più solida e l'implementazione di strumenti operativi avanzati per il benessere delle nuove generazioni”. 

L'attività del Moige si inserisce in un contesto territoriale che ha già dato prova di resilienza e capacità di reazione. L’iniziativa prevede azioni concrete che consolideranno e amplieranno i risultati già ottenuti. Attraverso focus group, questionari e interviste qualitative, sarà realizzata la prima analisi sistematica delle condizioni di benessere psicologico degli adolescenti del territorio, creando una base dati fondamentale per orientare future politiche di intervento. I contenuti degli interventi saranno concordati insieme alle scuole coinvolte, anche in relazione al contesto sociale di riferimento, garantendo un approccio partecipativo e calibrato sulle reali esigenze del territorio. Docenti e genitori riceveranno strumenti concreti per riconoscere precocemente segnali di disagio, gestire situazioni critiche e attivare percorsi di supporto, con il coinvolgimento di psicologi professionisti e testimonial motivazionali. L’iniziativa favorirà, inoltre, la creazione di protocolli operativi condivisi tra scuole, servizi socio-sanitari, famiglie e istituzioni locali, superando la frammentazione degli interventi e garantendo continuità nel sostegno ai ragazzi. Attraverso un concorso dedicato, gli istituti partecipanti potranno, infine, ricevere riconoscimenti economici per potenziare le proprie dotazioni didattiche e implementare laboratori di prevenzione permanenti. 

A fare da apripista sarà l'istituto superiore “F. Morano” di Caivano,che mercoledì 14 gennaio 2026 ospiterà l’Unità Mobile Moige e il suo staff di psicologi per una giornata formativa rivolta a studenti, docenti e genitori, articolata in momenti distinti di ascolto, confronto e motivazione, segnando l'inizio di un percorso che coinvolgerà tutte le scuole secondarie del territorio.

“Questo progetto rappresenta un'occasione per consolidare il percorso di rilancio già avviato a Caivano”, dichiara Antonio Affinita, Direttore Generale del Moige. “E’ fondamentale costruire un dialogo tra famiglie, scuole e istituzioni e lavorare sul benessere dei ragazzi affinché sia la base per il rilancio sociale ed economico di un'intera comunità. A Caivano vogliamo valorizzare il cambiamento già in atto e costruire percorsi di resilienza e speranza che trasformino le fragilità in opportunità di crescita collettiva”. L’iniziativa intende rafforzare la coesione educativa territoriale e garantire un supporto efficace e continuativo alle nuove generazioni in un momento cruciale per il futuro di Caivano.

Chiusura della campagna elettorale della Lista “Next ODCEC – Innovazione e Aggregazione” in occasione della consultazione del 15 e 16 gennaio per l’Odcec Napoli Nord

AVERSA - «La chiusura della campagna elettorale rappresenta il momento della riflessione e della partecipazione consapevole. Il voto del 15 e 16 gennaio non è un adempimento formale, ma un passaggio rilevante per la vita dell’Ordine e per il ruolo che la professione è chiamata a svolgere sul territorio». Con queste parole Francesco Corbello, candidato alla presidenza dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli Nord, ha commentato la fase conclusiva della lista Next ODCEC – Innovazione e Aggregazione alla vigilia della consultazione on line.

Corbello ha voluto innanzitutto rivolgere un ringraziamento al Consiglio uscente «per il lavoro svolto e per il contributo assicurato alla guida dell’Ordine in una fase di profondo cambiamento della professione». Un riconoscimento che sottolinea il valore della continuità istituzionale come elemento di stabilità e di credibilità per la categoria.

Il progetto di Next ODCEC – Innovazione e Aggregazione si fonda proprio su questo principio di continuità, a partire dall’esperienza maturata dall’Ordine di Napoli Nord negli ultimi anni, che ha espresso proprie rappresentanze sia nel Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili sia nella Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Un risultato che ha contribuito a rafforzare il ruolo dell’Ordine nel dialogo con le istituzioni e con il sistema economico.

In questo contesto si inserisce anche la significativa presenza dei commercialisti di Napoli Nord nelle Commissioni di studio del CNDCEC istituite nell’ultima consiliatura, considerata un segnale di partecipazione qualificata ai processi di analisi e di elaborazione tecnica a supporto della professione.

Sul piano programmatico, la proposta della lista Next ODCEC punta a rafforzare l’Ordine come vera e propria struttura di servizio per gli iscritti, attraverso cinque direttrici principali: l’innovazione degli studi professionali e la digitalizzazione; la promozione dell’aggregazione tra professionisti; il sostegno ai giovani e ai praticanti mediante formazione, mentoring e agevolazioni; il consolidamento dei rapporti istituzionali con Agenzie fiscali, Tribunale ed enti territoriali; l’attenzione al benessere professionale e alla sostenibilità dell’attività.

«L’obiettivo – ha concluso Corbello – è consolidare un modello di Ordine vicino ai colleghi, capace di accompagnare l’evoluzione della professione e di valorizzarne le competenze, nel rispetto delle istituzioni e delle regole che ne governano il ruolo».

L'ex dirigente scolastica e sindaco di Caivano ritiene che la fiction abbia leso l'immagine della città e suggerisce una risposta dagli organi che la rappresentano

di FRANCA FALCO*

Le mie prigioni di Silvio Pellico, che leggemmo quando studiavamo il Risorgimento Italiano, fecero più male all’Austria di una battaglia perduta. La fiction televisiva “La Preside” ha fatto più male a Caivano dei decreti Caivano 1 e 2 e del "Modello Caivano". Ho seguito con molta attenzione la produzione più reclamizzata d’Italia e non ho potuto frenare un moto di indignazione e di dolore. Mi si dirà: “E’ una fiction, è una narrazione libera”; è vero, è il cinema, ma “la gente ci crede” ha scritto Alfredo Giraldi in un suo post.

Mi chiedo: perché non è stata girata a Caivano, nei luoghi dove sono realmente accaduti i fatti narrati? Perché si identifica un quartiere con l’intero paese? La realtà umana, sociale, scolastica di Caivano è variegata e multiforme. Si è voluto “sbattere il mostro in prima pagina”; nulla e nessuno è stato risparmiato: l’istituzione comunale, i servizi sociali, la polizia locale; si è offerto un quadro macchiettistico e surreale persino dell’ufficio scolastico regionale, colto nel momento delle assegnazioni delle sedi ai dirigenti scolastici; sembrava di assistere ad un film di comici, che tra sorrisetti ironici, scandalosamente, si rifiutavano di accettare la nomina alla scuola di Caivano, mentre la protagonista, eroicamente, sceglieva di immolarsi ed iniziare così il suo percorso messianico in una scuola, che, definire “scarrupata”, era solo eufemistico. Che dire, poi, della lavanderia, del tutto inesistente, nella casa del custode, del personale Ata scansafatiche, dei docenti assenteisti e per nulla stabili?

Abbiamo operato per più di trenta anni nelle scuole di Caivano, insieme a tanti colleghi seri ed operosi, coadiuvati da docenti in gamba, amanti del loro lavoro ed anche molto legati alle loro sedi di servizio. Questi stereotipi non ci appartengono, abbiamo sempre considerato la scuola una comunità educante, in cui un bravo dirigente mira a sviluppare il senso di appartenenza in tutti gli operatori, non ad agire in splendido isolamento, ma, come un direttore d’orchestra, a creare armonia tra le varie componenti, in vista dell’obiettivo finale della scuola, che ha al suo centro l’alunno con i suoi bisogni di formazione umana, sociale, culturale.

Mi preme qui fare anche qualche accenno di storia vera, non di narrazione romanzata. La professoressa Carfora giunse a Caivano il 1° settembre 2006 in qualità di preside della scuola media "Viviani" del Parco Verde. Funzionavano allora a Caivano altre tre scuole medie: la "Cilea", la "Papa Giovanni XXIII", la "Milani". In qualità di preside anziana la accolsi e la volli conoscere. Il 6 ottobre, ricordo la data perfettamente, dopo poco più di un mese, quindi, partecipai, su suo invito, all’inaugurazione dell’anno scolastico della "Viviani". Giunta in ritardo, perché presente in quella data alla celebrazione delle nozze di un’insegnante della scuola "Milani", fui accolta dal saluto caloroso della preside, che dal palco stava dando inizio alla manifestazione, cui era presente un folto pubblico e che a bruciapelo mi chiese con mia grande meraviglia: “preside Falco tu che voto mi dai”? Questa richiesta mi lasciò perplessa e titubante, anche perché ritenevo e ritengo che non dovrebbe rientrare tra i desiderata di un dirigente scolastico “ricevere voti”.

Nel 2009 la dirigente Carfora, sempre in servizio alla "Viviani", ottenne la reggenza alla scuola "Papa Giovanni XXIII", in seguito al pensionamento del preside Benedetto Lanna. Non conosco gli eventi di quell’anno, ma so per certo che l’anno successivo i migliori docenti della "Papa Giovanni" si trasferirono in massa alla "Milani" con la preside Teresa Ummarino, che subentrò a me collocata in pensione. Questa fuga determinò una drastica riduzione di alunni della "Papa Giovanni", che dimensionata e accorpata alla primaria De Gasperi, ha preso la denominazione di Istituto Comprensivo "Don Diana-De Gasperi"; è scomparso così anche il nome della Papa Giovanni, che annoverò tra i suoi dirigenti una persona speciale, che io ho sempre considerato il don Milani di Caivano, il preside Giuseppe Perri.

Successivamente la preside Carfora è passata a dirigere il “Morano”, che ha aggiunto la sezione agraria e alberghiera. Non conosco la vita della scuola oggi, ma è d’obbligo una considerazione sull’istituto tecnico fino all’anno 2009; ho conosciuto validissimi docenti e stimatissimi dirigenti, che hanno formato tecnici ed ingegneri preparati e competenti. Questa è stata la scuola di Caivano: ha vissuto certamente periodi bui, ma anche momenti esaltanti, ed ha scritto belle pagine di storia. Auspicherei, perciò, una presa d’atto ufficiale ed una chiara manifestazione di protesta presso gli organi competenti da chi, democraticamente eletto, rappresenta la nostra comunità umiliata ed offesa.

* GIA' PRESIDE E SINDACO DI CAIVANO

CASORIA - Casoria si prepara ad accogliere la terza edizione del Premio alla Medicina ed alla Musica "Nunzio Guerra ", appuntamento ormai consolidato nel panorama della informazione italiana, dedicato alla memoria di uno dei protagonisti più autorevoli della Medicina Campana. Mercoledì 21 gennaio, a partire dalle ore 18, la Sala Luxury di Villa Egle, sala eventi in via Indipendenza 1 sulla Strada Statale Sannitica a Casoria, sarà il cuore di una giornata di confronto, riflessione e celebrazione della professione medica.

Organizzato dal settimanale di informazione indipendente in edizione digitale CASORIADUE il premio rende omaggio a Nunzio Guerra, Medico e Musicista ricordato come il direttore sanitario che ha trasferito la Fondazione Maugeri, eccellenza sanitaria in Campania ed in Italia, da Campoli sul Monte Taburno a Telese Terme. Una eredità culturale e professionale che continua ad ispirare i Medici ed i Sanitari di quella Struttura e non solo.

Nel solco di questo impegno il Premio ospiterà e premierà con una scultura dell'artista Domenico Sepe in un dibattito la dottoressa MARIATERESA LIBRERA, responsabile Unità di Ecocardiografia Avanzata Applicata della Struttura Ospedaliera ad Alta Specialità "Mediterranea " di Napoli intervistata per la occasione da Sabrina Uccello del quotidiano spagnolo Diario AS e da Ciro Troise del Corriere della sera.

La serata sarà allietata dalle note del violino della giovane ed emergente violinista STELLA MANFREDI anche lei premiata dalla scultura di Domenico Sepe. Nell'occasione del premio in memoria di Nunzio Guerra il settimanale Casoriadue effettuerà altre premiazioni con opere degli artisti Antonio Manfredi, Francesco Stilo e Raffaele D'Anna. La serata si concluderà con un buffet offerto da Villa Egle.

Si riaccende il dibattito nazionale sull’opportunità di limitare le aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali, al fine di garantire maggiore equilibrio tra vita lavorativa e familiare per i dipendenti del settore. Sull’argomento è intervenuto Gaetano Graziano, vicepresidente dell’Associazione dei Direttori di Centri Commerciali, sottolineando la necessità di distinguere tra i diversi comparti del commercio. "È fondamentale separare il tema della grande distribuzione organizzata (GDO) da quello dei centri commerciali. Questi ultimi, oggi, non sono più solo luoghi di acquisto, ma veri e propri spazi di aggregazione sociale e svago per famiglie, giovani e anziani, soprattutto nei giorni festivi. Limitare le aperture avrebbe un impatto non solo economico, ma anche sociale". Il confronto resta aperto e merita un approccio equilibrato, che tenga conto sia delle esigenze dei lavoratori sia della funzione sociale che molti spazi commerciali svolgono nelle comunità locali.

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