Operavano in tre province, per assaltare le banche utilizzavano il metodo della "spaccata"

CAIVANO - Questa mattina, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cistema, comandati dal colonnello Paolo Leoncini, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 10 persone, dimoranti nel campo rom di Caivano a via Cinque Vie, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati di rapina, furto, riciclaggio, resistenza a pubblico ufficiale e trasferimento fraudolento di valori.

Le attività investigative, condotte da gennaio ad aprile di quest'anno, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti degli odiemi indagati che si sarebbero resi autori di numerosi episodi delittuosi, ben oltre 70, tra rapine ad automobilisti e furti ai danni di esercizi commerciali. Secondo l'ipotesi accusatoria avvalorata dal GIP, gli indagati si sarebbero resi autori del compimento di 11 furti, consumati o tentati, ai danni di sportelli bancari (ATM), tra le province di Napoli, Caserta e Salerno mediante la tecnica della "spaccata", ovvero lo sfondamento della vetrina con autoveicoli provento di furto ed il successivo sradicamento delle casse automatiche con cavi di ferro e funi. In almeno una circostanza, la banda" al fine di guadagnarsi la fuga durante un inseguimento da parte dei Carabinieri, avrebbe utilizzato degli estintori per inibire la vista agli operatori di polizia.

Fermati anche gli autori della stesa nel Parco Verde nel 2023

CAIVANO - Per delega del Procuratore Distrettuale di Napoli, si comunica che, nell’ambito di attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica, la Squadra Mobile di Napoli, con l’ausilio del Commissariato di PS “Afragola”, ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 12 persone (delle quali 10 sottoposte alla misura della custodia in carcere, 2 a quella degli arresti domiciliari) gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione a fine di spaccio di droga, oltre che di estorsione e tentata estorsione nonché porto in luogo pubblico di arma con matricola abrasa e esplosione di colpi d’arma da fuoco al fine di incutere pubblico timore e attentare alla sicurezza pubblica, delitti questi ultimi aggravati dal metodo mafioso.

In particolare, dalle indagini sarebbe emersa l’operatività in Caivano di un gruppo organizzato dedito allo spaccio di stupefacenti di vario genere, che si sarebbe realizzato mediante molteplici episodi di cessione di droga. Sarebbe, altresì, emerso un tentativo di attività estorsiva in danno di un imprenditore edile titolare di un appalto stipulato con il comune di Acerra. Sono stati fermati anche i responsabili di una stesa avvenuta il 4 ottobre 2023 nel Parco Verde.    

* comunicato stampa consigliere 5 Stelle del Comune di Caivano Luigi Sirletti

Apprendo, solo oggi, dal quotidiano online www.stampareggiana.it, le dichiarazioni pericolose rilasciate dal Sindaco di Caivano, dott. Antonio Angelino, durante l'evento "Costruire le comunità, il ruolo delle istituzioni contro le mafie" dello scorso 14 Maggio agli studenti degli Istituti Scaruffi e Chierici di Reggio Emilia.
"La prima volta che ho fatto un comizio al Parco Verde, dichiarai apertamente che non volevo i voti della camorra. In quel momento fui costretto a interrompere e sgomberare il comizio, perché la criminalità non accettava che si parlasse di libertà in quel luogo”, queste le parole del nostro Sindaco pronunciate dal palco del teatro. Un fatto che se accaduto sarebbe di un’estrema gravità, soprattutto se pronunciate dal primo cittadino di un comune sciolto ben due volte per infiltrazioni camorristiche.

A memoria, di chi vive quotidianamente ed intensamente il quartiere, il sindaco, nel Parco Verde, non ha mai svolto comizi: nè durante la scorsa campagna elettorale, nè quella del 2020, che lo vedeva contrapposto all’ultima amministrazione sciolta. Mai presenza reale nel quartiere, mai un confronto pubblico con i residenti, mai l’ascolto diretto dei problemi delle famiglie che vivono questo territorio, neanche quando era consigliere di minoranza con il PD.
Dando però, per veritiere le parole pubblicamente proferite dal nostro sindaco, a questo punto gli chiediamo: Ha denunciato i fatti alla Procura della Repubblica cosicché i vili responsabili di questo atto fossero assicurati alle maglie della giustizia? Quando è accaduto? In questa o nella passata candidatura a Sindaco? Se non lo ha fatto la domanda è perché? Se non lo ha fatto, dovremmo credere che altre volte possono accadere di questi episodi e lei non denuncerà? Ha ragione, allora, certa stampa locale ad accendere fari su ombre?

Sindaco vogliamo, pretendiamo ed abbiamo diritto a delle risposte su queste domande. Non si può giocare a fare il sindaco dell’antimafia; l’antimafia è una cosa seria, si fa con le denunce, vere e circoscritte. L’antimafia non si fa in un quartiere così delicato cambiando solo un’insegna per dare la speranza ai cittadini perbene che ivi ne vivono, ma con attenzione, la cultura, la formazione, l’associazionismo ecc. Se un episodio del genere fosse realmente accaduto, un comizio sgomberato dalla criminalità perché si parlava contro la camorra sarebbe diventato immediatamente un caso mediatico e di cronaca nazionale. Una notizia del genere avrebbe occupato giornali, televisioni e dibattito pubblico. Eppure non esiste alcuna traccia pubblica di quanto raccontato oggi.

Il Parco Verde non può essere utilizzato per costruire racconti eroici o dichiarazioni ad effetto davanti agli studenti o sui giornali. Lei a quei ragazzi di Reggio Emilia ha parlato di verità ed allora ci racconti tutta la verità e non butti altro fango sulla nostra comunità e su un quartiere già martoriato e denigrato. Nel Parco Verde esistono persone vere, famiglie vere, cittadini onesti che ogni giorno combattono contro abbandono, degrado e assenza delle istituzioni. Lei parla di legalità a dei giovani, di istituzioni, quando lei è il primo irrispettoso con le sue chiamiamole irruenze. Ricordiamo, il primo consiglio comunale, lei con atteggiamenti molto “arroganti”, diceva al consigliere Mellone: “Parli ancora...è meglio per te che stai zitto”, o quando ha detto che se ne fregava delle parole di un consigliere che stava denunciando disservizi proprio in quel Parco Verde di cui si riempie la bocca, oggi. E tutte le volte che urla in consiglio comunale sbraitando senza alcun rispetto. Perfino, il Presidente della Boys Caivanese, società calcistica, storica, ha detto sotto un suo post e pubblicamente che aldilà di mettere la giacchetta e fare finta di fare il Sindaco quello che rimarrà è l’essere “Bullo”.

Aspettiamo risposte perché i fatti da lei esposti su un palco non possono passare inosservati; se veri...

Mercoledì 27 maggio alle ore 9,00 l’appuntamento con esperti ed operatori

Promuovere la Dieta Mediterranea e la Cucina Italiana come strumenti concreti di prevenzione primaria e tutela della salute pubblica: è in questo quadro che si inserisce l’iniziativa che vede i ristoratori come "messaggeri" della Dieta Mediterranea per coniugare buon gusto e benessere. Cibo, convivialità e salute saranno tra i temi conduttori dell’incontro in programma mercoledì prossimo, 27 maggio (ore 9), nella Reggia di Caserta.

L’iniziativa è promossa dall’Osservatorio Nazionale Dieta Mediterranea (presieduto da Vito Amendolara e composto da Fnob, Ciheam, Uni e Università Parthenope). Alle assise, coordinate dal giornalista Rino Genovese, parteciperanno, oltre ad Amendolara, Tiziana Maffei, direttrice della Reggia, Maria Carmela Serluca, assessora regionale all’Agricoltura, Antonio Limone, direttore generale Asl Caserta, Dario Duro, presidente regionale Amira, Ettore Bellelli, presidente regionale Coldiretti, Severina Pacifico (Dipartimento Scienze Alimentazione e Chimica degli alimenti dell’Università della Campania ‘Vanvitelli’), Stefania Ruggeri (direttrice di ricerca Crea Alimenti e Nutrizione), Nicola Marco Fabozzi (dirigente case del Made in Italy della Campania), Peppe Daddio (direttore Scuola di formazione ‘Dolce Salato’), Nicola Di Noia, direttore Unaprol e Fondazione Evo School Italia. Al termine del confronto si terrà la cerimonia di consegna delle targhe e dei menù della Dieta Mediterranea.

di STEFANIA GALIERO

ACERRA – Il conto alla rovescia è agli sgoccioli. Sabato 23 maggio 2026, la città di Acerra si fermerà per accogliere Sua Santità Papa Leone XIV. Una visita che non è solo un evento religioso, ma un grido di speranza per un territorio che da decenni combatte contro il dramma dell’inquinamento ambientale, la cosiddetta Terra dei Fuochi.

Il Pontefice atterrerà in elicottero alle ore nove meno un quarto presso lo stadio comunale "Arcoleo", dove sarà accolto dal vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, e dalle massime autorità civili, tra cui il sindaco di Acerra, Tito d’Errico, il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e il sindaco metropolitano di Napoli, Gaetano Manfredi. Il primo momento solenne avverrà nella cattedrale. Qui il papa incontrerà il clero Campano e, in un colloquio che si preannuncia di profonda commozione, le famiglie delle vittime dell’inquinamento.

Sarà il momento del dolore condiviso e della richiesta di giustizia. Alle ore 10.30 il Santo Padre sarà in piazza Nicola Calipari, il cuore dell'evento si sposterà all'aperto. Davanti ai sindaci dei 90 comuni della "Terra dei Fuochi" e a migliaia di fedeli, Leone XIV pronuncerà un discorso attesissimo sul futuro dell'ambiente e della salute pubblica.

A mezzogiorno dopo la preghiera corale per il creato, il Pontefice farà ritorno allo stadio per il decollo verso il Vaticano. La macchina organizzativa è imponente. Il piano di sicurezza prevede l’impiego di oltre 1.300 agenti e 700 volontari della Protezione Civile. Per l’occasione, il centro cittadino sarà blindato: l'accesso ai settori di Piazza Calipari sarà consentito solo a chi è munito di pass, con i varchi che apriranno già alle ore 6 del mattino. Acerra, con le sue ferite ancora aperte ma con una dignità mai scalfita, si prepara dunque a vivere una giornata che resterà impressa nella storia della Campania. Sabato non sarà solo il giorno della fede, ma quello dell'impegno civile per una terra che chiede finalmente di poter respirare.

 

Sottocategorie

Newsletter

Resta aggiornato con la nostra newsletter

Politica